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UN DOCUFILM PER RICORDARE OSSI CZINNER

A Saciletto di Ruda la presentazione e la proiezione.

Sono passati cinque anni dalla scomparsa della grande artista, scultrice e grafica di fama internazionale, Ossi Czinner che aveva scelto Villa Antonini Belgrado a Saciletto di Ruda per fondare il “Centro internazionale di grafica”. Da qui l’intuizione del registra Pietro Tomaselli di renderle omaggio attraverso la realizzazione di un docufilm che verrà presentato e proiettato su maxischermo il prossimo 18 ottobre alle 18 all’Azienda Agricola Il Vecchio Granaio (via dei Sospiri, 2), proprio a Saciletto (in caso di maltempo Sala Consiliare del Municipio di Ruda).

Ossi Czinner (archivio A. Miceu)

OssiRosetta all’anagrafe – Czinner (1924-2014), figlia di un ricco banchiere ungherese e di una colta nobildonna austriaca, nipote del grande regista espressionista Paul Czinner, nel 1969, dopo circa 20 anni passati a Roma, acquista Villa Antonini Belgrado a Saciletto e fonda il “Centro internazionale di grafica”, inaugurato il 20 settembre del 1970, sotto la direzione del pittore triestino Federico Righi, suo sodale e compagno di vita.
Scultrice (allieva di Marcello Mascherini), pittrice, grafica di vocazione mitteleuropea e di fama internazionale, poliglotta e cosmopolita, il documentario di Piero Tomaselli ne ripercorre la vita e la carriera artistica, ascoltando la sua voce ma anche quella di amici, esperti e storici. I debiti, le difficoltà economiche, la malattia, insieme alle tante vicende giudiziarie e alle condizioni sempre più fatiscenti di Villa Antonini hanno segnato l’ultima parte della parabola umana di Ossi fino al fatidico 2014, anno della sua scomparsa, avvenuta nel pressoché totale silenzio degli organi di stampa e del mondo dell’arte.

Il prodotto cinematografico ha visto il sostegno e supporto per la sua realizzazione, oltre che della Fondazione Friuli e di iMagazine, anche del Comune di Ruda.

Così il Sindaco di Ruda Franco Lenarduzzi: “Ci siamo sempre riproposti di focalizzare le risorse culturali del nostro comune. Ossi Czinner, artista a tutto tondo, dal fine pensiero e dall’umana fragilità, e Federico Righi, suo compagno, sono due artisti fin troppo spesso dimenticati, così come la villa che li ha ospitati. Purtroppo è mancato il riconoscimento culturale che avrebbe dovuto spettare loro in vita, così come la cura dovuta ad un bene prezioso come la villa di scuola palladiana che tuttora versa in precarie condizioni e merita urgenti interventi di recupero e restauro. Una struttura bellissima e dalle grandi potenzialità, il cui recupero permetterebbe di dare lustro all’intera Saciletto. Speriamo che anche questo documentario aiuti il difficile percorso intrapreso dal Comune per evidenziare e salvare il pregiato complesso edilizio”.

Alla proiezione, oltre al Sindaco di Ruda, saranno presenti Francesca Agostinelli, critica d’arte, Adriana Miceu, memorialista locale, e di Michele Dissabo, artista locale, introdotti da Michele Tomaselli, Presidente “Cervignano Nostra”, produttrice del documentario.

Il documentario, della lunghezza di circa 40 minuti, vede appunto alla regia Piero Tomaselli, alle riprese Marco Iacobelli, all’organizzazione Michele Tomaselli, alla musica Pierpaolo Grego e l’amichevole partecipazione di Francesca Agostinelli, Carlo Scala, Michele Dissabo, Franco Lenarduzzi, Melania Lunazzi, Adriana Miceu, Stefano Perini.

Il Docufilm sarà presentato anche al Film Festival di Cervignano, Festival del Confine e del Limite il 26 ottobre alle ore 16.00.

Guarda il trailer
https://www.youtube.com/watch?v=X3QtZLA93Q8&feature

INFO: 
Il regista Piero Tomaselli nasce nel 1974 in provincia di Udine. Tra i suoi lavori il mockumentary situazionista Simone Lecca e il Cinema (dell’) In-Visibile (2004-2009) con Enrico Ghezzi, Moni Ovadia, Gianmarco Tognazzi e il mediometraggio Lintver (2006) con la colonna sonora di Elisa. Nel 2009 scrive e realizza il film indipendente Velma, tra i film più premiati dell’anno. Nel 2010 è invece il co-autore del montaggio del documentario The Earth: our home, musicato da Ennio Morricone (Globo D’Oro 2011).