Storia di Cervignano

Cervignano in un’immagine tratta dallo studio di Antonio Rossetti sul 1509.

La storia di Cervignano ha inizio nel 181 a. C. quando i Romani fondarono la colonia di Aquileia.

Il territorio dell’attuale Cervignano, posto in una parte splendida dell’agro aquileiese, attraversato da dalle due celebri strade, la via Julia Augusta e la via Annia, fu certamente assegnata a un colono, tale Cervenius o Cervonium (matrice uguale attestata tra le lapidi del museo di Aquileia) che impose il suo nome.

Nel 452 d.C. la bella villa di Cervignano seguì la sorte della ricca Aquileia che, rasa al suolo, fu distrutta da Attila, re degli Unni, ma nel 586 il territorio rinacque con l’arrivo di un altro popolo barbaro, quello dei Longobardi, guidati da Alboino.

Nel 668 circa su un’isola delimitata da un fossato che entrava e usciva dal fiume Ausa, fu fondata la prima Badia Benedettina di san Michele Arcangelo di Cerveniana o Serviana (il nome per la prima volta è riportato in un documento di re Berengario del 912 che conferma i beni dell’abbazia).

Dopo le incursioni degli Ungari del X secolo, la zona fu abbandonata e soggetta alla giurisdizione delle monache benedettine di Aquileia, poi nel 1081 una comunità di 73 Liberi Homines riuscì a costituirsi in “Comune rurale” con il diritto di sfruttare le terre della comunità sia a fini personali che comunitari.

I secoli XV e XVI videro guerre tra Venezia e la Casa d’ Austria per il possesso del fiume Ausa che cessarono con l’assegnazione delle terre della sponda destra alla repubblica veneta, mentre il grosso dell’agglomerato, sulla sponda sinistra, si allargò e prosperò sotto la guida illuminata dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria e del figlio Giuseppe II divenendo un centro importante per il commercio fluviale e per la nascita di piccole manifatture. Il comune diventò italiano alla fine della Grande Guerra, dopo essere stato teatro di guerra con l’occupazione da parte del Regno d’Italia il 24 maggio 1915, primo giorno del conflitto, con l’insediamento del Comando della III Armata, guidata dal duca Emanuele Filiberto d’ Aosta e con la presenza fino al 1917 del poeta soldato Gabriele d’Annunzio.

Dal secondo dopoguerra al XXI secolo, la cittadina si è allargata e modificata fino a diventare un centro di riferimento anche per i paesi limitrofi. Importante per tutto il mandamento è il ruolo del terziario che negli ultimi decenni ha trasformato Cervignano in un centro di servizi: numerose sono infatti le banche, gli uffici assicurativi e gli sportelli pubblici nonché gli esercizi e le attività commerciali.

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